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Meghy
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Joined: 03 Nov 2006
Posts: 2309
Location: cittadina del mondo

PostPosted: Sat Apr 24, 2010 7:35 pm    Post subject: Reply with quote

Si tende sempre a non mettere in mezzo le persone morte,che grazie alla morte,molte volte ingiustamente, diventano santi (parlo in generale)
I media americani ci stanno marciando sopra,anche molto pesantemente e non credo stiano aiutando a cambiare in meglio la situazione con queste accuse.
Ciò che è accaduto lascia,comunque,allibiti.Già prima che venissero fuori questi fatti di pedofilia la gente era propensa a diffidare dei preti,figurarsi ora. Andando avanti così ci allonteneremo sempre più tutti dalla Chiesa e la colpa sarà anche della Chiesa stessa,senza dubbi,ma credo che per l'umanità sarà la rovina,perchè la gente crede che la Chiesa sia la religione. Invece sarebbe meglio distinguere bene le due cose e continuare a credere in qualcosa,non per forza la religione cristiana,ma qualcosa che impedisca la diffusione ormai esagerata dell'individualismo nichilista.
_________________
Essere nient'altro che se stessi,in un mondo che fa di tutto,giorno e notte,per farti diventare qualcun'altro.vuol dire combattere la battaglia più difficile che un essere umano possa affrontare,senza smettere mai di lottare.
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angi
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Joined: 10 Jan 2008
Posts: 217


PostPosted: Sun May 09, 2010 8:38 am    Post subject: Reply with quote

Sono d'accordo con entrambi: secondo me questo papa, che pure detesto per altri motivi, ha avuto molto coraggio a scoperchiare la pentola; eppure la Chiesa sta perdendo sempre più fedeli. Io mi ritengo cristiana, anche se non praticante ormai da molto tempo, ma la Chiesa come istituzione non risponde più al mio sentire religioso, non in questo momento e in questo luogo almeno.
Ricordo il mio vecchio prete (morto da alcuni anni) con cui facevo interminabili chiacchierate filosofiche; ricordo un pellegrinaggio a Santiago de Compostela dove entrare in quella chiesa era gioia pura e assoluta. Oggi, tutte le volte che il prete viene a benedire mi chiede se io e mio marito abbiamo intenzione di sposarci in chiesa (per adesso lo siamo civilmente) e questo è tutto. Credo che la ritualità sia importante, ma si può ridurre il sentimento religioso di una persona semplicemente all'osservanza di un rituale? Oppure parlo spesso con alcuni Testimoni di Geova che conosco e mi dicono che il regno di Dio è imminente, ma si salverà solo chi crede in Lui. Se poi parlo con dei Musulmani maschi mi trovo sempre in torto sia perché sono cristiana sia perché sono femmina (con le donne è un po' diverso, purtroppo contano ben poco). Conosco anche qualche buddhista che si lancia in discussioni sul karma e sulla reincarnazione e parecchi atei che per fortuna non hanno intenzione di indottrinarmi sull'ateismo. Si può davvero pensare, in un mondo come questo, di avere in tasca la verità assoluta?
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Meghy
Prefetto
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Joined: 03 Nov 2006
Posts: 2309
Location: cittadina del mondo

PostPosted: Sun May 09, 2010 9:57 am    Post subject: Reply with quote

angi wrote:
Sono d'accordo con entrambi: secondo me questo papa, che pure detesto per altri motivi, ha avuto molto coraggio a scoperchiare la pentola; eppure la Chiesa sta perdendo sempre più fedeli. Io mi ritengo cristiana, anche se non praticante ormai da molto tempo, ma la Chiesa come istituzione non risponde più al mio sentire religioso, non in questo momento e in questo luogo almeno.
Ricordo il mio vecchio prete (morto da alcuni anni) con cui facevo interminabili chiacchierate filosofiche; ricordo un pellegrinaggio a Santiago de Compostela dove entrare in quella chiesa era gioia pura e assoluta. Oggi, tutte le volte che il prete viene a benedire mi chiede se io e mio marito abbiamo intenzione di sposarci in chiesa (per adesso lo siamo civilmente) e questo è tutto. Credo che la ritualità sia importante, ma si può ridurre il sentimento religioso di una persona semplicemente all'osservanza di un rituale? Oppure parlo spesso con alcuni Testimoni di Geova che conosco e mi dicono che il regno di Dio è imminente, ma si salverà solo chi crede in Lui. Se poi parlo con dei Musulmani maschi mi trovo sempre in torto sia perché sono cristiana sia perché sono femmina (con le donne è un po' diverso, purtroppo contano ben poco). Conosco anche qualche buddhista che si lancia in discussioni sul karma e sulla reincarnazione e parecchi atei che per fortuna non hanno intenzione di indottrinarmi sull'ateismo. Si può davvero pensare, in un mondo come questo, di avere in tasca la verità assoluta?


No,anche se in molti credono di averla e ne parlano in modo molto presuntuoso.
Devo ammettere che però io parlo così perchè,come mi accade per la politica, non ho una fazione da seguire,non riesco ad accettare tutto di una sola fazione-religione e non riesco a riconoscermi in essa.
Del Cristianesimo trovo importanti gli insegnamenti di Gesù ,ma sono contraria ad alcune idee sociali che hanno i preti,che non sono altro che interpreti del Verbo per me.
Il Buddhismo,secondo me, è la religione più spirituale e filosofica,ma non riesco a credere alla reincarnazione.
L'islam non lo conosco molto,ma non mi piace che controlli la politica,non la vedo come una religione filosofica,quindi il concetto di politico filosofo di Platone nel mondo musulmano non si attua.
Pensando così è difficile per me identificarmi in qualcosa,ma almeno credo nel Creatore e quindi posso dire di non essere atea.( Very Happy )
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Essere nient'altro che se stessi,in un mondo che fa di tutto,giorno e notte,per farti diventare qualcun'altro.vuol dire combattere la battaglia più difficile che un essere umano possa affrontare,senza smettere mai di lottare.
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LoriCoriLeti
Quarto Anno


Joined: 12 Dec 2006
Posts: 741


PostPosted: Sun May 09, 2010 3:16 pm    Post subject: Reply with quote

Ritengo vero che la religione che una persona osserva dipende dal luogo e dal tempo in cui è nato. Se fossi nato in Israele sarei Ebreo. Se fossi nato in Arabia sarei mussulmano.
Rifletto però sul fatto che Gesù è l’unico che ha parlato di fratellanza fra tutti gli uomini. Così non è per gli ebrei ne per i mussulmani. Buddismo, confucianesimo sono, per me, più filosofie di vita che religioni.
La Chiesa è un’altra cosa ancora. E’ un insieme di persone che ha cercato di raccogliere la parola di Gesù e divulgarla. Nel farlo ne hanno fatte di cotte e di crude perdendo completamente la via. Grandi sbandamenti ma anche grandi cose sono state fatte. Cattivi uomini, pochi, ma anche tantissimi illuminati.
Credere poi che esista un Dio al di sopra di tutto è un’altra cosa. Io credo? Si ma ho molti dubbi.
_________________
Sono in debito con te fino alla mia morte o fino al giorno della tua vittoria.

Ottenere cento vittorie su cento battaglie non è il massimo dell’abilità: vincere il nemico senza
bisogno di combattere, quello è il trionfo massimo.
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Meghy
Prefetto
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Joined: 03 Nov 2006
Posts: 2309
Location: cittadina del mondo

PostPosted: Mon May 10, 2010 9:49 pm    Post subject: Reply with quote

LoriCoriLeti wrote:
Ritengo vero che la religione che una persona osserva dipende dal luogo e dal tempo in cui è nato. Se fossi nato in Israele sarei Ebreo. Se fossi nato in Arabia sarei mussulmano.
Rifletto però sul fatto che Gesù è l’unico che ha parlato di fratellanza fra tutti gli uomini. Così non è per gli ebrei ne per i mussulmani. Buddismo, confucianesimo sono, per me, più filosofie di vita che religioni.
La Chiesa è un’altra cosa ancora. E’ un insieme di persone che ha cercato di raccogliere la parola di Gesù e divulgarla. Nel farlo ne hanno fatte di cotte e di crude perdendo completamente la via. Grandi sbandamenti ma anche grandi cose sono state fatte. Cattivi uomini, pochi, ma anche tantissimi illuminati.
Credere poi che esista un Dio al di sopra di tutto è un’altra cosa. Io credo? Si ma ho molti dubbi.

Come accade per tutte le cose fanno più notizia i cattivi che i buoni,in particolar modo in questo ultimo periodo;i santi vengono adorati,ma quasi mai imitati.
Proprio perchè Gesù è stato l'unico a parlare di fratellanza accetto e cerco di seguire i suoi insegnamenti,ma non posso comunque totalmente ritenermi cristiana perchè non condivido alcune idee della Chiesa,che riguardano il sociale,alcune poi che per me hanno poco valore. So però che ci sono preti e preti,nella mia città i preti che hanno un diverso modo di pensare,diverso da quello standard, un diverso modo di porsi,vengono etichettati quasi come eretici,ma ci sono ed è molto bello parlare con loro,a differenza dei seminaristi che ho conosciuto:sembravano robot, non pensano più da soli.
Non mi piace però che a causa dei mass media e di un modo sbagliato di porsi della Chiesa,le persone e in particolare i miei coetanei o quelli più giovani tendano ad allontanarsi dalla religione.A risentirne per me non è la Chiesa,perchè a me non interessa se hanno meno persone che vanno in chiesa,ma la religione cristiana,gli isegnamenti di Gesù.
La fratellanza che ha insegnato Gesù è stata sostituita da un nichilismo individualista e molte volte da un finto buonismo. Io non sono per nulla ottimista per il futuro,perciò questa avversione nei confronti della Chiesa (e per molti la Chiesa equivale alla religione) la vedo come una prova di ciò che negativamento penso della società.
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angi
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Joined: 10 Jan 2008
Posts: 217


PostPosted: Sat Sep 18, 2010 1:38 pm    Post subject: Reply with quote

Quando funziona una democrazia?

Sto leggendo il libro di Piero Dorfles "Il ritorno del dinosauro" (che consiglio vivamente, sia perché di lettura molto scorrevole sia perché contiene molti punti di riflessione) e ho trovato alcune frasi che sintetizzano mirabilmente il problema:

"Una democrazia funziona quando i cittadini sono informati sui problemi che riguardano la collettività, e quindi hanno la capacità di decidere in base alle loro convinzioni, quando ci sono regole certe, ma soprattutto quando c'è un esteso controllo sociale. E senza controllo sociale la democrazia diventa un guscio vuoto, un fatto formale e non sostanziale."
(la sottolineatura è mia)

"Noi dinosauri abbiamo la certezza che di ogni cosa, compresi gli strumenti di trasmissione del sapere - scuola, università, mezzi di comunicazione - si valuti oggi molto più il peso finanziario e la ricaduta economica, piuttosto che il peso morale e culturale; e che si sia persa di vista la ricaduta sul benessere non puramente materiale della collettività. Credo che la portata di questo cambiamento sia più vasta di quanto non si pensi."

E' ancora possibile, in questo paese, parlare di scelte morali senza farsi ridere dietro? E' ancora possibile fare delle scelte in cui si rinuncia a qualcosa di individuale a favore del benessere comune (e per comune intendo proprio le comunità più vicine - la famiglia, il condominio, la strada...) in modo da vivere meglio tutti? Anch'io mi sento tanto un dinosauro.
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LoriCoriLeti
Quarto Anno


Joined: 12 Dec 2006
Posts: 741


PostPosted: Wed Oct 13, 2010 8:28 am    Post subject: Reply with quote

In questi ultimi mesi sono cambiate molte cose per me e per la mia famiglia. Ho avuto modo di toccare con mano tutta una serie di problemi. Ho vissuto la cassaintegrazione ed ora la mobilità. Lori ha intraperso vari lavori, tutti a termine. Le bimebe hanno iniziato la scuola (anche la più piccola) e le cose sono cambiate dallo scorso anno.

Avevo molta fiducia in chi ci governava.
Avevo.
Purtroppo constato che non si sta facendo nulla per risolvere i gravi problemi della gente.
Come ho sempre pensato, non fare nulla è peggio di fare qualcosa anche se si sbaglia perche il non fare nulla è sbagliato. Il fare e sbagliare porta ad imparare quindi correggere.

Il più grave problema attuale è la mancanza di lavoro. Vanno intraprese azioni per tenere qui le aziende, anzi per far arrivare aziende dall'estero. Invece succede che le fabbriche continuano a chiudere e se ne vanno.

Occorre mettere mano alla legge Biagi che ha portato ad annullare i diritti dei lavoratori. L'idea era buona ma è stata stravolta. Non possiamo avere milioni di precari cui non viene versato un ero per la pensione.

Tutto ciò che è stato fatto negli ultimi 10 anni ha portato benefici esclusivamente agli imprenditori. Il lavoro precario è sottopagato. Aver fatto venire qui milioni di stranieri che ora stanno perdendo lavoro è un danno che pagherà lo Stato ovvero chi paga le tasse, non gli imprenditori che li hanno sfuttati ed ora li buttano via.

La scuola è stata devastata. I tagli andavano fatti. Una riforma era necessaria (ci sono oltre 700.000 insegnanti su 60 milioi di abitanti, ovvero un insegnante ogni 85 persone!!) ma non la riforma attuale. Non si può tagliare senza cognizione di causa. Le riforme importanti vanno fatte un passo per volta. Si taglia dove c'è spreco, si finanzia dove c'è possibilità di crescita.

Insomma la situazione è gravissima e sono mesi che non fanno nulla.

Alle ultime elezioni non sono andato a votare perchè nauseato.

Alle prossime voterò contro chi attualmente governa semplicemente perchè non sta governando.

Il problema è chi. Chi si merita di prendere in mano il timone?
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Meghy
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Joined: 03 Nov 2006
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Location: cittadina del mondo

PostPosted: Sun Oct 17, 2010 11:29 am    Post subject: Reply with quote

Chi si merita di prendere il timone per governare?
Nessuno. E' davvero un gran problema questo. Abbiamo constato che questo governo ha indirizzato il suo agire politico verso problematiche che non erano priorità,prima c'erano la disoccupazione e la sanità. Gli altri politici mi sembrano buoni solo a fare opposizione non a governare.
Credo che,dopo il mandato di destra,ci sarà un parentesi di sinistra,sempre se quelli di estrema destra non continueranno ad avere più assensi,perchè ultimamente sono cresciuti moltissimo.
Comunque vada la vedo nera.
Io addirittura sto iniziando a pensare di votare,alle comunali,chi mi permetterà di avere un posto di lavoro e non puoi immaginare quanto vada contro i miei valori questo.
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angi
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Joined: 10 Jan 2008
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PostPosted: Tue Mar 15, 2011 1:29 pm    Post subject: Reply with quote

Il terremoto in Giappone ha scosso un po' anche le nostre coscienze. Mi ha colpito molto una frase colta al volo dalla trasmissione L'infedele. Stava parlando una violoncellista giapponese e ad un certo punto ha detto "quella è la natura". Come dire... siamo noi che con la nostra colpevole presunzione pensiamo di poter controllare tutto, addomesticare tutto, animali e uomini, mari e vulcani, popolazioni e virus... poi ad un certo punto qualcosa ti spazza via e non puoi farci niente se non cercare di dimostrare la tua dignità e il tuo valore.
Stiamo diventando tanti piccoli Voldemort e non ce ne accorgiamo?
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LoriCoriLeti
Quarto Anno


Joined: 12 Dec 2006
Posts: 741


PostPosted: Wed Mar 16, 2011 12:16 pm    Post subject: Reply with quote

Spero che il terremoto in Giappone ponga definitivamente fine al nucleare in Italia. Personalemtente, da tecnico penso che avere centrali nucleari sia strategico. Non ho paura che da noi possa accadere quello che è accaduto in Giappone perchè primo in Europa non ci sono movimenti sismici così enormi ne nel Mediterraneo possono crearsi ondate come negli oceani. Secondo le nuove centrali sono più sicure di quelle di 40 anni fa. Segue che la probabilità di avere problemi è molto bassa.
Per me il problema è un altro. Siamo in Italia. Se in Finlandia la centrale che stanno costruendo ha già 2 anni di ritardo e sta costando il doppio, cosa accadrebbe da noi?
Non ho intenzione di lavorare per pagare, con le mie tasse, venti anni di costruzione di centrali. Non ho intenzione di lasciare a mie figlie il peso economico di doverle poi smaltire. Il nucleare NON è economicamente vantaggioso. I soldi vanno spesi per altro. Migliorare ferrovie e mezzi di trasporto pubblici in genere, investire sulle fonti rinnovabili, sulla ricerca e sviluppo, dare lavoro a chi non ne ha e non a "pochi" produttori di cemento e ferro.
Quindi TUTTI a votare al referendum Very Happy Very Happy Very Happy

Stefano
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angi
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Joined: 10 Jan 2008
Posts: 217


PostPosted: Wed Mar 16, 2011 2:31 pm    Post subject: Reply with quote

Ci hai preso in pieno, purtroppo. Siamo in Italia, chi di noi si fiderebbe a mettersi una centrale nucleare nell'orto di casa? E che futuro regaleremo ai nostri figli?
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Meghy
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Joined: 03 Nov 2006
Posts: 2309
Location: cittadina del mondo

PostPosted: Wed Apr 13, 2011 6:00 pm    Post subject: Reply with quote

Voi credete che ciò che è accaduto in Giappone possa cambiare davvero il pensiero dell'èlite al potere che ritiene migliore l'energia nucleare dell'energia sostenibile? Dietro a questo pensiero ci sono uomini potenti a cui gioverà il nucleare,chi controlla o controllerà l'energia sostenibile è indubbiamente inferiore ai primi. Dico questo perchè Fukushima è avvenuto ora e quindi,se la popolazione non ha perso quel senso di allarmismo che c'è sempre dopo questi disastri,credo che al referendum vincerà chi non vuole il nucleare.
Questo basterà a placare gli animi dei potenti?
Černobyl è vecchio di solo 30 anni circa,eppure se non fosse avvenuto ciò che è avvenuto in Giappone non credo che il referendum avrebbe potuto avere lo stesso esito (dando per scontato ciò che ho detto prima). Probabile,quindi,che nel giro di qualche decennio e forse anche di meno ad un eventuale referendum sul nucleare il pensiero del popolo possa essere diverso perchè dimentichiamo facilmente .
Non impariamo dal passato,non impariamo nemmeno da ciò che la natura,per quanto malvagia possiamo ritenerla,ci insegna.
Il nucleare non serve,serve avere altri tipi di energia dal momento che il petrolio finirà e questo è un altro tipo di ragionamento. Non serve nemmeno svilupparci ancora tecnologicamente.Ormai non si inventa più qualcosa di utile,si inventa per concedersi uno sfizio.
Io, e parlo seriamente,l'unica invenzione che ritengo davvero utile e che ho appena scoperto esistere,è stata un aggeggio che mi divide la mela in più parti facendo solo pressione con la mano.
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LoriCoriLeti
Quarto Anno


Joined: 12 Dec 2006
Posts: 741


PostPosted: Thu Apr 14, 2011 12:21 pm    Post subject: Reply with quote

Da: Il sole 24 ore

C'è un debito pubblico, un debito privato ma c'è anche «un debito atomico» che va calcolato nella valutazione del Pil di un paese e della sua bilancia commerciale perché i costi della chiusura di una centrale nucleare, il cosiddetto "decommissioning", non sono un rischio assicurativo ma «una certezza». Senza tener conto del fattore nucleare, l'Italia risulterebbe con una crescita più elevata di altri paesi: e scontando i costi del decommissioning, il Pil di molti stati ora più alto di quello italiano «andrebbe indietro». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha introdotto così ieri, intervenendo al 12° Forum della Confcommercio a Cernobbio, il concetto del «debito nucleare», come spunto di riflessione su quanto sta accadendo in Giappone.
...
E sulla questione dell'energia, Tremonti ha rilanciato la proposta degli eurobond, cioè del debito europeo. «Questa crisi dovrebbe portare all'emissione degli eurobond per finanziare le energie alternative», ha sottolineato, affermando che oltre agli stress test sulla sicurezza delle centrali nucleari l'Europa avrebbe una ragione in più adesso per finanziare con gli eurobond le energie rinnovabili. «Questo vuol dire avere una visione e guardare verso il futuro», ha rimarcato. E anche questo va nella direzione di applicare nuovi schemi a una realtà nuova.


Il resto dell'articolo lo trovate qui:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-03-20/litalia-debito-nucleare-081244.shtml?uuid=Aaki41HD

Questo fa ben sperare. Comunque ... tutti a votare !!!

Stefano
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angi
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Joined: 10 Jan 2008
Posts: 217


PostPosted: Sat Apr 16, 2011 11:12 am    Post subject: Reply with quote

Io me lo ricordo Chernobyl, mi ricordo la paura, il latte che non si poteva bere, la verdura che non si poteva mangiare, l'aria che quasi non si poteva respirare. Ho visto i bambini di allora che avevano perso tutto venire "in vacanza" in Italia a decontaminarsi per un paio di mesi all'anno. Bambini che sgranavano gli occhi e sembravano venire dalla luna. Oggi, forse, se non sono morti di leucemia, sono giovani uomini e donne di un paese in rovina, che non potrà mai tornare quello che era.
Senza il nucleare avremo meno energia? Cominciamo a spegnere tutte quelle luci che ci impediscono di vedere le stelle.
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Erika HP
Primo Anno


Joined: 22 Aug 2009
Posts: 215
Location: Godric's Hollow

PostPosted: Mon May 02, 2011 8:38 am    Post subject: Reply with quote

Condivido il pensiero di angi io non ricordo molto di cernobil essendo nata nell 84 ricordo però di averne sentito parlare tantissimo negli anni e ricordo anche famiglie di conoscenti che ospitarono questi bimbi
Quindi credetemi io sono la prima a dire no al nucleare!
_________________
_Canta, Ridi, balla, ama e vivi intesamente Ogni attimo della tua vita, Prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi_ (Charlie Chaplin)
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